Perizie danni patrimoniali
|
Per dare un'idea in che cosa consista una perizia, citiamo un esempio reale. La signora X svolgeva l'attività di addetta alle pulizie negli uffici di una società, con prestazioni anche notturne. Mentre effettuava la pulizia di un ufficio, un'anta di una finestra si staccava dalle cerniere, colpendola sulla schiena. Nella caduta il vetro si spezzava e provocava una ferita alla gamba. Non elenchiamo qui le complicanze di natura clinica, ma solo i danni patrimoniali. L'INAIL, essendo un infortunio sul lavoro, riconosceva alla malcapitata una rendita per invalidità. Nel corso delle ispezioni fatte dall'istituto, venne riconosciuta la scarsa manutenzione degli infissi ed il loro pessimo stato. L'infortunio provocava l'impossibilità di continuare a svolgere le funzioni di addetta alle pulizie, dal momento che la signora fu costretta a camminare con un bastone e con grandi sofferenze. Per questo essa fu licenziata,con il pagamento di tutte le somme dovute e maturate fino al momento del licenziamento. Al termine del rapporto di lavoro, la signora chiese all'INPS un estratto conto della sua posizione previdenziale: constatò allora che la società aveva provveduto al versamento della contribuzione su un imponibile ridotto, pari al 50% con gravi ripercussioni sull'ammontare della pensione futura. Si rivolse quindi ad un legale chiedendo che fosse appurata l'entità del danno che le era e le sarebbe derivato dall'accaduto. Nel frattempo, la compagnia assicuratrice del datore di lavoro le propose una somma di 25.000 euro, compreso il danno biologico. La signora incassò la somma, ma non firmò la quietanza liberatoria, considerando tale importo solo un anticipo. Dopodiché si rivolse al nostro studio per una quantificazione del danno che tenesse conto di tutte le conseguenze patrimoniali derivanti dall’accaduto. Abbiamo quindi verificato la posizione previdenziale e patrimoniale. La perizia si svolse seguendo due tracce: nella prima si determinò il danno monetario derivante dall'anticipata risoluzione del rapporto di lavoro. Tale risoluzione, infatti, provocava il mancato conseguimento delle retribuzioni future; il mancato versamento dei contributi sulle retribuzioni; una minore pensione fruibile fino alla presunta data di esistenza in vita. Nella seconda traccia si citò la società a risarcire le mancate contribuzioni, calcolate con orario part time anziché full time. I conteggi, che qui non si riportano, pervennero ad una differenza patrimoniale di 327.000 € e a 57.000 € per l'incompleto versamento contributivo. Da tali somme si dovette però togliere il valore attuale della rendita INAIL , ammontante a circa 80.000 euro. Il tribunale accettò i valori peritali e liquidò 300.000 € oltre spese legali di 5.000 € e di perizia per 6.000 €. Il compenso per lo studio ammontò a circa 20.000 €. Forse ne è valsa la pena! |
